TRAINING AUTOGENO

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Agli inizi del ‘900 Johannes H. Schultz , psichiatra tedesco, ideò una metodo di allenamento che permette alle persone, in autonomia, di raggiungere uno stato di profondo rilassamento fisico e mentale. Tale metodo, chiamato Training Autogeno (TA),  è composto da una serie di sei esercizi che vengono appresi in modo graduale e in un ordine ben preciso, inizialmente sotto la guida di un operatore formato nell’insegnamento della tecnica. Il soggetto, allenandosi in modo sistematico a casa, si rende autonomo acquisendo la padronanza della sua distensione per arrivare a porsi, da solo, a poco a poco, in uno stato di auto-ipnosi (profondo rilassamento) e di calma interiore.

Credo a questo punto sia utile spiegare brevemente cos’è l’ipnosi e cosa si intende per stato ipnotico. Per ipnosi si intende un fenomeno psicosomatico (spontaneo o indotto) che coinvolge sia la dimensione fisica che la dimensione psicologica di una persona. Attraverso l’ipnosi e l’autoipnosi si genera una condizione particolare di funzionamento dell’individuo che gli consente di influire sulle proprie condizioni fisiche, psichiche e comportamentali. Tutti noi viviamo quotidianamente, spesso senza rendercene conto, esperienze di stati di coscienza modificati (trance)  nei quali, utilizzando le parole di Milton Erickson, “perdiamo l’orientamento nei confronti della realtà esterna stabilendo un nuovo orientamento nei confronti di una realtà concettuale astratta” (Erickson, 1964). Questo stato di coscienza modificata, in cui ci stacchiamo, anche per brevi istanti, dalla realtà esterna, oggettiva per vivere una realtà interna soggettiva si verifica ad esempio quando siamo assorti nella lettura di un libro, quando guardiamo un film, quando “sogniamo ad occhi aperti”.

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RISVEGLIO PRIMAVERILE

Cerchio

E’ trascorso ormai del tempo dall’ultima volta che ho scritto su questo blog. La vita scorre veloce, il tempo passa inesorabile e ti accorgi che oggi è già domani.

Ho deciso di inserire all’interno del sito un altro argomento del quale mi occupo ma di cui poco si parla: il fine vita. Nello specifico mi occupo di accompagnamento alla morte e di sostegno nell’elaborazione del dolore del lutto.

 Può sembrare strano che i miei due ambiti di intervento siano così agli antipodi l’uno dall’altro: da una parte la nascita e dall’altra la morte. Io non ci trovo nulla di strano. Nascita e morte rappresentano i due poli, le due estremità di una linea che si chiude formando un cerchio. Cerchio che metaforicamente rappresenta la vita.

Buona lettura a tutti e, come sempre, ogni commento è atteso e gradito.

LUTTO E L’ELABORAZIONE DEL LUTTO

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Riporto di seguito l’introduzione del Projet Work elaborato a conclusione del Master “Death Studies & The End of Life for the Intervention of Support and the Accompanying – Studi sulla Morte e sul Morire” anno 2010 svolto presso l’Università degli Studi di Padova. Seguiranno altre parti del Project Work: 2.1 il bambino e la malattia 2.2 il bambino e la morte; 3. i genitori di fronte alla malattia con prognosi infausa; 5. la resilienza.

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PSICOTANATOLOGIA

campo1Con il termine Psicotanatologia si definisce il sostegno psicologico davanti alla morte, sia per i pazienti terminali (accompagnamento alla morte), sia per i loro parenti (supporto durante le fasi terminali della malattia del congiunto ed elaborazione del lutto in seguito al decesso).

Il dolore e la sofferenza legate alla morte imminente ed al lutto non sono patologici, non rappresentano una malattia della psiche ma, tutt’altro, rientrano nella “normalità” dei periodi di crisi che accompagnano la vita di ciascun individuo.

Scopo del sostegno psicotanatologico è di dare parole al dolore, di trasformare le lacrime in parole e le parole in azioni per superare le crisi legate al morire ed al lutto. Read the rest of this entry »

DEPRESSIONE POST PARTO: FIGLI SI NASCE MAMME SI DIVENTA

donna che piange.In Italia, come in altri paesi industrializzati, la depressione post parto colpisce circa il 10-15% delle neo mamme. Per capire meglio il notevole impatto della depressione post parto sulle mamme possiamo dire che circa 10-15 donne ogni 100 ne soffrono con conseguenze negative per lungo tempo sulla donna, i figli, i familiari e sulle persone che le vivono accanto.

La depressione post parto insorge generalmente durante i primi 3 mesi dopo il parto anche se in molti casi si sviluppa dopo 6-8 mesi dalla nascita del bambino. Read the rest of this entry »

STRUTTURA DEL CORSO DI PREPARAZIONE AL PARTO, ACCOMPAGNAMENTO ALLA NASCITA E SOSTEGNO ALL’ALLATTAMENTO AL SENO

SOLESTRUTTURA DEL CORSO

10 incontri: 7 prima del parto, 3 nel dopo parto. Ogni incontro ha la durata di 2 ore e ½ e si svolge presso la sede del corso a Mirano-Venezia

Disponibilità telefonica e personale a domicilio nel post parto per il sostegno all’allattamento al seno ed altre eventuali difficoltà legate alla dopo parto ed alla gestione del bambino. Read the rest of this entry »

PREPARAZIONE AL PARTO: COME SCEGLIERE IL CORSO PIU’ ADATTO

CicognaPartecipare ad un corso di preparazione al parto in gravidanza è importante purché il corso prepari effettivamente la futura mamma al travaglio, al parto e, soprattutto, al post parto. Purtroppo ancor oggi molte donne non partecipano a questi corsi, anche su consiglio del ginecologo. Più che sulla preparazione al parto l’attenzione delle future mamme è maggiormente centrata sul trovare il ginecologo privato che però eserciti anche all’interno della struttura pubblica nella quale intendono partorire. Il ginecologo privato viene visto come garanzia di essere seguite nel migliore dei modi, con scrupolo ed attenzione.

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I GENITORI DI FRONTE ALLA MALATTIA CON PROGNOSI INFAUSTA

imagesCAQPDYY2Project Work DEATH EDUCATION AND TAKE CARE DELL’OPERATORE SANITARIO NELL’ACCOMPAGNAMENTO DEL BAMBINO ALLA MORTE E NEL SOSTEGNO AI GENITORI: I GENITORI

3.1. I GENITORI DI FRONTE ALLA MALATTIA CON PROGNOSI INFAUSTA

È necessario supportare una famiglia per cui la morte del proprio figlio è vista come un evento inaccettabile, ingiusto. La situazione interiore, causata dalle angosce massive, comporta sentimenti di solitudine ed isolamento. I genitori cercando di proteggere il loro bambino dai pensieri di morte, sperano di distrarlo, di farlo giocare per non pensare, per non dire. Questa difficoltà ad accettare la mortalità del proprio figlio, questo senso di fallimento ed impotenza possono però aumentare la distanza fra genitore e figlio. La comunicazione della diagnosi  di malattia a prognosi  infausta, infatti, provoca  nei genitori  una cascata di emozioni e di reazioni psicologiche. Read the rest of this entry »

IL BAMBINO E LA MALATTIA

DEATH EDUCATION AND TAKE CARE DELL’OPERATORE SANITARIO NELL’ACCOMPAGNAMENTO DEL BAMBINO ALLA MORTE E NEL SOSTEGNO AI GENITORI: IL LUTTO E L’ELABORAZIONE DEL LUTTO

images2. IL BAMBINO E LA MALATTIA

Il bambino malato è nonostante tutto e sopra ogni cosa, un BAMBINO. “Il bambino non è un adulto in miniatura, ma un individuo dotato di struttura propria” (Piaget, 1996).

In caso di ricovero ospedaliero o meno  è necessario che l’equipe medico-infermieristica e la famiglia, insieme a tutti coloro che ruotano attorno ad un bambino malato, se ne prendano cura cooperando insieme per conservare il più possibile la sua infanzia con tutte le sue caratteristiche. Read the rest of this entry »

IL LUTTO

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La morte è un evento che riguarda tutti gli individui. Non solo ciascuno di noi un giorno arriverà al termine della propria vita ma tutti, nel corso della nostra esistenza, viviamo una o più esperienze di morte di persone care o conoscenti. Conseguenza della morte di una persona cara è il vissuto del lutto. E’ fondamentale sottolineare che il lutto non rappresenta in sè una patologia configurandosi, piuttosto, come un momento di crisi.

Per elaborare la perdita della persona cara e quindi risolvere il lutto sono necessari tempi adeguati, dei rituali ed un lavoro psicologico: Read the rest of this entry »

DEPRESSIONE POST PARTO RACCONTATA DALLE MAMME

AlberoSuccede non di raro che le mamme mi scrivano mail per raccontarmi la loro storia ed i lori vissuti sulla depressione post parto. Purtroppo di queste mail non rimane traccia nel sito quindi, con la loro autorizzazione, raccolgo in questo spazio i loro scritti e le mie risposte.

Spero così che le mamme che soffrano di depressione post parto si sentano meno sole ed abbiano un luogo  nel quale condividere tra loro e con me le loro paure, il senso di impotenza, la sofferenza e quant’altro nella convinzione che …… ad ogni notte segue sempre il giorno.

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DEPRESSIONE POST PARTO SCOPERTA LA CURA MIRACOLOSA: MARCHIARE LE DONNE CON L’ETICHETTA DI MALATE MENTALI

Arriva dalla Sigo (Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia) e dall’Associazione Strade onlus un’aberrante istanza presentata al Ministro della Salute Ferruccio Fazio di proporre per le donne in depressione post parto il TSO extraospedaliero a domicilio.

Cos’è il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio)? Si tratta di un atto di tipo medico e giuridico che consente l’imposizione di determinati atteggiamenti e terapie ad un soggetto affetto da malattia mentale. Il TSO viene emanato dal Sindaco del comune presso il quale si trova la paziente su proposta motivata di un medico. Dell’attuazione della procedura viene poi informato il Giudice Tutelare di competenza. Read the rest of this entry »

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